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# Diario da Rifugista. Giorno 45/60.
- URL: https://www.learningdiaries.eu/diario-da-rifugista-giorno-45-60/
- Published: 2026-08-18T16:30:37.000Z
- Updated: 2026-08-18T16:30:37.000Z
- Author: Alessandro
- Tags: Montagna, Pensieri e lavoro, Rifugi, Zentrail

Siamo a 3/4 della mia esperienza qui tra le Dolomiti di Brenta.

Strane sensazioni. Sono contento di poter tornare, fra due settimane, al mio lavoro da formatore, che mi manca terribilmente. Ma sento al contempo pre-nostalgia per questo lavoro che sto ancora facendo qui in quota, a 2272 metri.

Cosa sto imparando nel frattempo in questo lavoro così duro e intenso.

- Che si tratta di qualcosa di strano, faticoso e irripetibile in pianura.
- Che i cellulari scompaiono (quasi) del tutto. Ogni componente relazionale viene spinta al massimo e mi pare di poter dire che si torna a vivere, lavoro e pause, come i nostri nonni. Nel bene e nel male.

![](https://storage.ghost.io/c/1e/a4/1ea47845-4e97-4fcc-bf30-83288d87502b/content/images/2026/08/1786868457282.jpeg)

- L'altro giorno stavo facendo servizio. Avevo una marea di piatti sporchi e sono entrato in cucina per sbarazzarmene. In cucina c'è sempre musica, orchestrata meravigliosamente da Albi. In quel momento stava andando "Redemption Song" di Bob Marley. Vedevo tutti che lavoravano alacremente e mi si è parata davanti la Vale, la mia caposala, sorridente. Dalla finestra del lavapiatti entrava la luce dei sempre diversi tramonti del Tuckett. E lì, in quel momento, ho pensato di essere felice e mi si è fatto un nodo alla gola.
- Occhio, non voglio fare un racconto agrodolce e falso della vita qui. Qui si è contenti il triplo così come si litiga il triplo. E che attriti. Non c'è la pausa in cui vai a casa. Se scazzi con una persona, ce l'hai a fianco anche a cena, e mentre giochi a carte, e mentre vai a vedere le stelle cadenti.

![](https://storage.ghost.io/c/1e/a4/1ea47845-4e97-4fcc-bf30-83288d87502b/content/images/2026/08/1786868488501.jpeg)

Eppure mi colpisce il vedere che relazioni si sono costruite con adulti e ragazzini che potrebbero essere miei figli. E con cui non potrei avere un rapporto giù, in pianura, semplicemente perché ci sono troppe barriere e troppo poco tempo.

In "The Office" Andy Bernard dice una delle battute più famose della serie:

> I wish there was a way to know you're in the good old days before you've actually left them.

Penso che accorgersi del valore delle cose mentre ci si è dentro sia preziosissimo.

![](https://storage.ghost.io/c/1e/a4/1ea47845-4e97-4fcc-bf30-83288d87502b/content/images/2026/08/1786868493802.jpeg)

Strano dirlo, quando i primissimi giorni volevo solo scomparire per la fatica, per la solitudine, per i più giovani che (apertamente) mi dicevano: "che ci fai quarantenne da solo qui?".

Adesso invece guardo i volti nelle foto e capisco di aver fatto la scelta lavorativa giusta.

E sto comunque mettendo tanto del mio: tra interviste ai gestori, analisi dei consumi del bar e della marginalità, workshop per l'adozione di strumenti tecnologici fatti sui tavoli di legno con scotch di carta e post-it. Apprendendo però la lezione più importante: non bisogna arrivare qui pensando di cambiare le cose, ma bisogna arrivare qui auspicando che questo luogo possa cambiare te.

![](https://storage.ghost.io/c/1e/a4/1ea47845-4e97-4fcc-bf30-83288d87502b/content/images/2026/08/1786868491668.jpeg)

Infatti a un certo punto ho smesso di proporre ad Alberto, il gestore, che comunque è innovatore di suo, innovazioni innaturali per questo posto. E ho cominciato ad aiutarlo ad abbellire il bancone del bar.

E pace se il pollo mascotte all'ingresso ha preso il mio nome 😂

![](https://storage.ghost.io/c/1e/a4/1ea47845-4e97-4fcc-bf30-83288d87502b/content/images/2026/08/1786868420693.jpeg)